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Forum dell’Economia della Romagna: presentata l’analisi di EY sull’impatto del Covid-19 sui settori produttivi a livello territoriale

Si è tenuta venerdì 16 ottobre la quarta edizione del Forum dell’Economia della Romagna organizzato da Cesena Fiera, EY, Confindustria Romagna e BPER Banca, con il supporto della Camera di Commercio della Romagna, quest’anno anche in diretta streaming sul sito natlive.it
Durante l’incontro Alberto Rosa, Partner EY, Responsabile per l’Emilia-Romagna ha presentato i risultati dell’analisi condotta da EY, che prende in considerazione oltre 100.000 aziende (con un fatturato sopra i 2 milioni di euro), e analizza come cambia la produttività del sistema romagnolo, anche sulla base degli investimenti necessari per lo sviluppo delle infrastrutture digitali e fisiche, con un focus in particolare sull’impatto del Covid-19 su alcuni settori produttivi a livello provinciale.
L’analisi di EY, elaborazione originale basata su un sistema di 30 indicatori, prende in esame 17 filiere produttive su 107 province a livello nazionale, si è focalizzata quest’anno su tre macro-aree: l’analisi territoriale delle filiere produttive; l’analisi dell’impatto del COVID-19 sulle filiere produttive dei diversi territori; l’analisi del livello delle infrastrutture digitali dei territori.
Il Covid-19 ha prodotto effetti disastrosi sul tessuto economico del nostro Paese, mettendo a dura prova istituzioni e imprenditori nella gestione della crisi. Per costruire un progetto di rilancio e ridare competitività all’economia italiana è necessario dare una spinta all’innovazione digitale, investendo in infrastrutture digitali e accelerando in primis sui temi del cloud, dell’infrastruttura in fibra ottica, del 5G e della cybersecurity per recuperare competitività.

Commenta Alberto Rosa, Partner EY, Responsabile per l’Emilia-Romagna: “In questo momento storico, se si vuole rilanciare il Paese, occorre analizzare le esigenze di infrastrutture digitali delle aziende e capire come soddisfarle, partendo dai settori produttivi più colpiti dal COVID. In particolare, dall’analisi di EY emerge che la Romagna appare un po’ penalizzata sul versante delle infrastrutture digitali e della connettività (fibra ottica e 5G), seppur risulta in testa con Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini nell’IoT, cioè nella digitalizzazione delle infrastrutture di trasporto, energetiche, ambientali. Dal punto di vista delle Utilities, gli investimenti sul territorio romagnolo sono quindi molto avanzati, anche più delle altre province, ed è possibile quindi cominciare a portare dei cambiamenti concreti nel digitale. Dai dati del Digital Infrastructure Index di EY notiamo che Forlì-Cesena è al 90° posto (su 107 province) nella classifica di “Connettività fissa e mobile”, ma al 5° posto nella classifica “Reti IoT-Sensoristica”, segnale che le utilities presenti sul quel territorio hanno investito, probabilmente stimolati dagli stakeholder, come i Comuni, le Associazioni di categoria, ecc.; meno estrema è la posizione di Rimini, che è 76° nella Connettività fissa e mobile e 23° nelle “Reti IoT-Sensoristica”; più equilibrata Ravenna (34° e 17°), ma risultano comunque più presenti le infrastrutture nell’IoT che nelle reti fisse e mobili. Diventa dunque fondamentale investire nelle infrastrutture digitali per rilanciare non solo la Romagna, ma anche il Paese, e per consentire alla produzione industriale di riprendersi”.

 Per quanto concerne quei settori fortemente presenti nell’economia romagnola, gli impatti maggiori hanno riguardato i macchinari industriali (con una perdita minima nazionale di 16,68%, che può arrivare a -23,11% in caso di un secondo lockdown prima della fine dell'anno), il Fashion&Luxury (-27%, fino a -35%) e il Turismo, il settore più impattato, (-43,5%, fino a -58% nell'ipotesi di un nuovo lockdown). Nel complesso dei settori analizzati, la perdita di fatturato per il sistema produttivo romagnolo si attesta a - 5,42%, superiore rispetto alla media nazionale (-4,47%), ma anche alla media dell'Emilia-Romagna (-5,00%).

 Per quanto riguarda le filiere, dall’analisi di EY si evidenzia che il sistema produttivo italiano è abbastanza concentrato: 57 province superano la media nazionale in almeno un settore, e si dimostrano quindi una parte trainante dell'economia del Paese. In particolare, le province della Romagna sono presenti come trainanti in 3 filiere ciascuna: Ravenna si distingue per le filiere dell’Agrifood (che contribuisce per ben il 31% del fatturato totale dell'Agrifood, contro una media nazionale del 6,67%), Macchinari Industriali (11,7% contro 6,6%) e Retail Food (10,4% contro 6,8%); il fatto che i settori legati al Food abbiano avuto un impatto del COVID minore (Agrifood e Retail Food, quest'ultimo addirittura ha avuto un impatto positivo), fa sì che Ravenna abbia contenuto l'impatto dell’emergenza (-3,9%). Forlì-Cesena traina nel Retail Non Food (19,2% del fatturato del settore contro la media del 4%), l’Agrifood (15,5% contro 6,7%) e l’Infrastructure (10,5% contro 5,1%); ciò si traduce in una perdita totale nei settori considerati pari al 5,13%, di poco inferiore alla media della Romagna. Rimini invece ha un'economia assai diversa, trainando i settori dei Macchinari Industriali (24,7% contro la media del 6,6%), del Fashion&Luxury (15,8% contro 4,6%) e del Turismo (4,1% contro 0,9%). Il fatto che questi settori siano stati pesantemente penalizzati dal COVID posiziona Rimini come una delle province più colpite dall’emergenza in Italia (-9,37% nell'insieme dei settori considerati, che potrebbe arrivare a -12,48% nel caso di un secondo lockdown).

 Soddisfatto del Forum Lorenzo Tersi, consigliere di Cesena Fiera con delega a Fattore R: “Il Forum vuole essere un acceleratore di pensiero che favorisca l’incontro tra imprenditori, economisti e stakeholder della Romagna, da un’ottica locale a globale. Avere raccolto intorno a un evento 29 grandi aziende a discutere di crescita e cultura del territorio è un grande risultato soprattutto alla luce delle proposte che sono emerse in un periodo non semplice come l’attuale. A Fattore R sono stati lanciati segnali di speranza e di grande valore: e già questo è un importante risultato”.

 Paolo Maggioli Presidente Confindustria Romagna: “Solo insieme, realizzando progetti concreti e mettendo in atto strategie efficaci per lo sviluppo del nostro territorio, potremo superare questa crisi senza precedenti e diventare più competitivi. Uniti, con coraggio e determinazione, credendo nelle potenzialità della Romagna e del nostro Paese, investendo in innovazione e ricerca, nel potenziamento delle infrastrutture e nella digitalizzazione, in formazione. Il quadro economico, come evidenziano i dati, resta difficile ed il clima di incertezza dovuto alla pandemia di Coronavirus non facilita certamente il compito. Ma non possiamo arrenderci. Questo è il momento di riorganizzarsi pensando ad un nuovo modello sociale ed economico che valorizzi le competenze e premi il valore, in un’ottica di responsabilità sociale in cui devono riconoscersi tutti gli attori coinvolti, sia pubblici che privati”.

 Joseph Stiglitz, Economista e Premio Nobel: “La pandemia ha esposto la nostra mancanza di resilienza e ha evidenziato delle peculiarità sociali: alcune regioni del mondo, infatti, hanno risposto alla pandemia e hanno gestito le sue conseguenze economiche in modo esemplare, altre meno. Molti sociologi si sono chiesti quali fossero i motivi di questo successo nella gestione dell’emergenza. La risposta è sicuramente da cercare nel forte senso di comunità, nella cooperazione sociale e nella fiducia. L’Italia e la Romagna hanno una reputazione globalmente molto positiva in queste aree e sono pronte a creare una prosperità condivisa per l’economia del XXI secolo. Bisogna puntare su questi aspetti per tornare a crescere e accelerare la ripartenza. Anche le nuove tecnologie avranno un grande impatto sulla vita quotidiana, sull’industria e sul nostro modo di concepire il lavoro. Il lavoro del futuro, infatti, imporrà formazione e nuove competenze. I rimedi per gestire al meglio le attuali trasformazioni, dunque, sono l’investimento nella ricerca, per creare tecnologie intelligenti e recuperare produttività, nella formazione e nelle infrastrutture per continuare ad essere competitivi. Il tutto senza lasciare nessuno indietro e riducendo il divario sociale”.

 Fattore R è realizzato con il supporto di Confcommercio Cesenate, Confcooperative Forlì-Cesena, Confcooperative Ravenna-Rimini, Legacoop Romagna, Rete PMI Romagna.

 

Il Sistema Confindustria Romagna