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Slider - 22/10/2026

La consegna dei riconoscimenti ai Visionari 2026

Discorso del presidente Mario Riciputi in apertura a Visioni 2026

Buonasera a tutti, benvenuti a questa terza edizione di Visioni - Innovare oltre gli orizzonti.

Desidero innanzitutto ringraziare tutti voi per essere qui: le autorità, gli ospiti, gli imprenditori, i rappresentanti delle istituzioni, del mondo della scuola, della cultura e della ricerca, e naturalmente i premiati di questa edizione.

Visioni nasce da domande semplici, ma oggi più che mai decisive: come si costruisce il futuro? E come ci si avvicina? Sono domande che riguardano le imprese, ma anche le comunità, i territori e le persone. E forse sono domande ancora più pressanti in una fase storica come quella che stiamo vivendo.

Un tempo complesso, attraversato da cambiamenti tecnologici rapidissimi, da tensioni geopolitiche e sociali, da trasformazioni economiche e culturali che generano permanentemente incertezza.

L’innovazione tecnologica e le applicazioni di AI stanno modificando il modo di lavorare e produrre. La transizione energetica ci pone di fronte a sfide enormi. Le filiere globali si riorganizzano. Le attività economiche evolvono con una velocità che solo pochi anni fa sarebbe stata difficile persino immaginare.

In un contesto come questo, verrebbe naturale assumere un atteggiamento attendista e difensivo. Fiutare l’aria. Aspettare di capire cosa succederà. Aspettare che il quadro diventi più chiaro, che altri trovino le risposte.

Ma la storia ci insegna che i grandi cambiamenti non sono quasi mai stati governati da chi aspettava. Sono stati interpretati e declinati da chi aveva una visione.

Da chi ha avuto il coraggio di fare un passo avanti senza avere tutte le certezze. Da chi ha saputo intravedere opportunità dove altri vedevano solo rischi. Da chi ha scelto di studiare, sperimentare, investire, creare, innovare. Da chi ha deciso di passare attraverso il tempo con un’idea di costruzione.

Per questo, il messaggio che ci accompagna sin dalla prima edizione è molto semplice: il futuro non è qualcosa che si attende. Il futuro è qualcosa che si costruisce, ogni giorno.

Nelle imprese che investono anche quando il contesto non è favorevole. Nelle università e nei centri di ricerca che producono nuova conoscenza con un’incessante volontà di spostare in avanti i limiti. Nelle scuole che formano le nuove generazioni. Poche ore fa, questo spazio era carico dell’energia di tanti studenti e studentesse, i nostri giovani visionari!

Non abbiamo voluto creare semplicemente un premio, ma uno spazio di incontro tra esperienze differenti. Perché le imprese hanno certamente bisogno di tecnologie, di investimenti e di infrastrutture, ma hanno altrettanto bisogno di esempi, di storie che aiutino a comprendere che innovare significa andare oltre all’installazione di nuovi beni strumentali, materiali e immateriali.

Innovare significa soprattutto cambiare prospettiva, con il coraggio di guardare oltre l'orizzonte conosciuto. E credo che i protagonisti di questa serata rappresentino perfettamente questo spirito.

Nessuno di loro si è limitato ad assecondare il proprio tempo. Ognuno, nel proprio ambito, ha contribuito a cambiarlo, aprendo strade, creando connessioni fra idee, organizzazioni e persone.

Ed è per questo che li abbiamo scelti: perché le loro storie non appartengono soltanto al presente, sono proiettate al futuro.

Un futuro che non sarà determinato dalle tecnologie da sole, né dai mercati, né dagli algoritmi. Sarà determinato dalle persone, condividendo valori e principi.

Dalla loro capacità di collaborare, innovare, mantenere viva la fiducia, costruendo conoscenza e assumendosi responsabilità.

Noi imprenditori lo sappiamo bene: fare impresa significa esercitare quotidianamente un atto di fiducia nel futuro.

Ogni investimento, ogni progetto, è una sfida da accettare e realizzare.

Per questo riteniamo che oggi, forse più che in passato, ci sia bisogno di persone capaci di alimentare curiosità, di stimolare riflessioni, di indicare direzioni e di aprire prospettive.

Persone, appunto, capaci di avere una visione.

A loro dedichiamo questa serata.

E a tutti voi rivolgo un invito: ascoltiamo queste esperienze non come storie eccezionali e remote, ma come testimonianze vicine che possono aiutarci a leggere il nostro tempo e a immaginare le imprese, le comunità, il territorio attorno a noi e ad attraversarlo con fiducia.

Perché il futuro non arriva da solo, prende forma nelle scelte che facciamo oggi.

Le scelte che, giorno dopo giorno, possono trasformare una visione in realtà.

Grazie e buona serata.

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