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Manifestazione 5 febbraio sul blocco trivellazioni

Municipio di Ravenna gremito per l’incontro nazionale a sostegno del settore delle estrazioni e dei lavoratori. Il sindaco Michele de Pascale: “Faremo di tutto per fermare un provvedimento sbagliato, intempestivo e affrontato con leggerezza”

 

La sala preconsigliare del municipio ha ospitato questa mattina l’affollatissimo incontro pubblico voluto dal sindaco Michele de Pascale per condividere, coordinare e programmare le azioni da intraprendere a sostegno del settore delle estrazioni e dei lavoratori dopo l’approvazione in senato dell’emendamento 11.0.43, inserito nel Ddl semplificazioni, che danneggia gravemente l’intera l’industria upstream. Erano presenti rappresentanti del mondo imprenditoriale sindacale, anche a livello nazionale, dell’associazionismo ambientale, e lavoratori.

Il primo intervento è stato appunto quello del sindaco:

“Non avevo dubbi di vedere oggi questa sala strapiena. Ringrazio tutti i presenti e tutti coloro che – anche su fronti opposti – si stanno battendo contro questo emendamento, a partire dalla Regione Emilia Romagna che si è resa disponibile a chiedere al Governo un tavolo per affrontare il tema.

Tutti noi in primo luogo vorremmo poter discutere di politiche energetiche e ciò a cui ci opponiamo con forza è il fatto che un tema così delicato come quello della transizione energetica e delle politiche energetiche del nostro Paese è stato affrontato con leggerezza attraverso un emendamento presentato durante una notte.

Questa mattina ci troviamo a Ravenna, con persone che vengono da tutta Italia, per chiedere che venga fermato un provvedimento sbagliato, intempestivo, definito senza un approfondito dibattito, senza le audizioni parlamentari delle categorie economiche, delle organizzazioni sindacali, dell’Università, di tutte le sensibilità che si approcciano alla tematica energetica.

Se questo metodo ‘passa’, si può ragionevolmente supporre che verrà replicato anche quando dovranno essere affrontate altre discussioni altrettanto strategiche; domani potrà accadere la stessa cosa anche a qualsiasi altro comparto economico italiano.

 

Avevo plaudito, e provo a farlo ancora, alle parole del ministro Salvini, che si era dichiarato favorevole alle estrazioni, purché lontano dalla costa.

C’è ancora qualche giorno di tempo. Gli rinnovo l’invito a venire a Ravenna a incontrare i lavoratori e le imprese del nostro territorio perché in questa partita a noi interessa solo il risultato, cioè che questo emendamento alla Camera venga cassato e che si apra una riflessione nazionale sul tema delle politiche energetiche per abbandonare le fonti fossili più inquinanti e per investire su rinnovabili e sull’energia di transizione che è il metano.

Chiedo a ciascuno dei presenti di fare quanto è nelle proprie possibilità, perché questo emendamento non venga approvato. Se si vuole correggerlo le occasioni possono essere ancora tante.

A partire dal 9 febbraio, quando ci sarà la manifestazione dei sindacati, che ha registrato sul tema delle politiche energetiche un’adesione trasversale che va dal mondo imprenditoriale a quello del lavoro e delle istituzioni locali, con una delegazione che chiederà al Governo di bloccare questo provvedimento, che non migliora di una virgola le condizioni ambientali, il bilancio energetico fra fonti rinnovabili e fonti fossili, ma semplicemente svende le competenze, le professionalità e le risorse del nostro Paese facendo un grande favore a chi nel mondo ci vende le risorse energetiche.

Le valutazioni di impatto ambientale rispetto alla attività estrattiva devono essere fatte in maniera scientifica da persone che hanno la competenza e la capacità necessarie per indicare se un’attività può essere fatta nel rispetto dell’ambiente o meno.

Noi vogliamo un Paese che si ponga il tema di ridurre drasticamente le sue necessità di importazione di energia, sia incentivando e stimolando una maggiore produzione di energie rinnovabili che la produzione italiana. E questo è un tema che va affrontato a livello nazionale”.

 

Dopo il sindaco sono intervenuti Guido Ottolenghi, consigliere Confindustria Emilia; Angelo Colombini, vice segretario generale Cisl nazionale; Marco Granelli, vice presidente nazionale Confartigianato; Manuela Trancossi, Cgil Ravenna; Paolo Burioli, Cna Ravenna; Maurizio Don, segreteria nazionale Uiltec; Mauro Basurto, Confimi; e il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che ha dichiarato:

“Da Ravenna e dall'Emilia-Romagna arriva oggi un segnale molto forte al Governo: stralciate una norma che uccide il settore, bloccando il lavoro e gli investimenti. Si apra immediatamente un tavolo, come abbiamo fatto qui. Servono ascolto e confronto. Ci sono le condizioni per imboccare con più forza la strada della conversione energetica, come stiamo già facendo in Emilia-Romagna e a Ravenna, senza distruggere il lavoro e senza aumentare la dipendenza energetica del nostro Paese”.

 

Al termine dell’incontro pubblico si è svolta una riunione operativa per definire le prossime azioni da compiere.

 

Al link il video dell’incontro https://youtu.be/tPZH9CQ9qkA

 

Il Sistema Confindustria Romagna