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Indagine Congiunturale Confindustria Romagna – Area Vasta

L’indagine congiunturale dell’area vasta, espressione del campione di imprese associate a Confindustria Romagna, esprime un segnale complessivamente positivo mettendo in evidenza la dinamicità del territorio con tutte le sue peculiarità. 

CONSUNTIVO PRIMO SEMESTRE 2017 
Fatturato totale: (+6,2%) rispetto allo stesso periodo del 2016. Fatturato interno +10,5%. Fatturato estero +1,2%.  Le mprese con meno di 50 dipendenti evidenzino il dato migliore: il fatturato totale infatti ha registrato un +11,2%, quello interno un +14,2% e quello estero un +1,4%. Le aziende con un numero di dipendenti compreso fra 50 e 249 segnano un aumento del 7,2% del fatturato totale, con una crescita del fatturato estero dell’11,6% e del fatturato interno del 6,8%.
Le imprese con numero di dipendenti maggiore o uguale a 250 denotano un aumento del fatturato totale pari a +1,3%, probabilmente determinato dal calo del fatturato estero (-8,5%), mentre il fatturato interno denota un aumento dell’11,5%.
Il grado di internazionalizzazione delle imprese, inteso come percentuale di fatturato estero sul totale, si attesta in media al 49,1% con una percentuale del 50% nelle grandi aziende, del 48,9% nelle aziende con meno di 50 dipendenti e del 48,2% nelle aziende comprese fra 50 e 249 addetti.

Produzione+2,9%. Medie e piccole hanno registrato rispettivamente un +4,8% e un +3,3%. Grandi imprese -1,1%.

Occupazione: +6,1%; piccole imprese +11,6, grandi +5,5%, medie +3,3%.

Ordini:per il 51,4% delle imprese sono in aumento, per l’11,6% sono in diminuzione.

Ordini esteri: il 40% delle imprese li ha visti in aumento mentre solo un 12,5% ha notato una diminuzione.

Giacenze: stazionarie per il 69,7% del campione, in aumento per il 19,4% e in diminuzione per il restante 10,9% dei casi.

Costo delle materie prime: stazionario per il 55% delle imprese, per il 40,4% in aumentato, per l’4,6% in diminuzione. Nessuna grande impresa però ha visto il dato in diminuzione.

Difficoltà nel reperimento del personale: il 4,7% delle aziende la considera molto elevata e il 12,2% elevata, mentre il 23,6% del campione non riscontra alcuna difficoltà, il 22,3% una bassa difficoltà e il 37,2% una media difficoltà.

 

PREVISIONI SECONDO SEMESTRE 2017

Produzione viene prevista stazionaria dal 47,2% delle imprese, in aumento dal 43,3% e solo il 9,5% degli imprenditori prevede una diminuzione.

Ordini: il 51% degli imprenditori prevede una stazionarietà, il 42,1% un aumento e il 6,9% una diminuzione. Ordini esteri: 54,4% stazionarietà, 39,3% aumento, e l’6,5% diminuzione. Nessuna grande impresa prevede una diminuzione degli ordini.

Giacenze: il 77,1% delle imprese le prevede stazionarie, il 13,9% in aumento e il 9% in diminuzione.

Occupazione: stazionaria per il 74,3% del campione, in crescita per il 20,2% e in calo per il 5,4%.

Ricorso alla cassa integrazione: per l’82,2% è da escludersi, il 5,4% lo considera poco probabile. Il 10,3% lo considera probabile ma limitato e il 2,1% probabile e consistente.

 

INVESTIMENTI2016-2017 
Consuntivo anno 2016 
L'indagine sugli investimenti effettuati nel 2016 in Romagna rileva un dato pari al +4,3% in linea con la situazione emersa a Ravenna e a Rimini. Relativamente ai settori, quelli che nel 2016 hanno investito maggiormente in percentuale sul fatturato sono stati il settore dei servizi e dei materiali.
Per quel che riguarda la tipologia degli investimenti effettuati nel corso del 2016, gli investimenti più ricorrenti sono quelli in formazione, linee di produzione, ICT e ricerca e sviluppo. L'11,8% degli imprenditori coinvolti ha dichiarato di non aver effettuato alcun investimento nell’anno 2016.

 PREVISIONI SECONDO SEMESTRE 2017

Produzione viene prevista stazionaria dal 47,2% delle imprese, in aumento dal 43,3% e solo il 9,5% degli imprenditori prevede una diminuzione.

Ordini: il 51% degli imprenditori prevede una stazionarietà, il 42,1% un aumento e il 6,9% una diminuzione. Ordini esteri: 54,4% stazionarietà, 39,3% aumento, e l’6,5% diminuzione. Nessuna grande impresa prevede una diminuzione degli ordini.

Giacenze: il 77,1% delle imprese le prevede stazionarie, il 13,9% in aumento e il 9% in diminuzione.

Occupazione: stazionaria per il 74,3% del campione, in crescita per il 20,2% e in calo per il 5,4%.

Ricorso alla cassa integrazione: per l’82,2% è da escludersi, il 5,4% lo considera poco probabile. Il 10,3% lo considera probabile ma limitato e il 2,1% probabile e consistente.

Le aree aziendali maggiormente coinvolte in investimenti nel 2017 saranno: formazione, ICT, linee di produzione, ricerca e sviluppo. Nel 2017 il 20,6% del campione prevede di effettuare investimenti commerciali all'estero, mentre nel 2016 il dato registrato è pari al 15% del campione.Anche il trend dei fattori critici e/o ostacoli alla realizzazione degli investimenti è in linea con quanto emerso nelle due province campionate, dove si segnalano ancora una volta come cause predominanti le difficoltà amministrative e burocratiche (26,1%), l'insufficiente livello della domanda attesa e la difficoltà nel reperire risorse finanziarie (17%).

 CREDITO 
Dai dati di Banca d’Italia riferiti all’area vasta (province di Rimini e Ravenna) emergono ancora segnali diriduzione degli impieghi: a giugno 2017 gli impieghi complessivi su base annua sono diminuiti dell’1,17% e dell’1,15% per quel che riguarda gli impieghi alle imprese private.

Il Sistema Confindustria Romagna