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4.0 Rivoluzione Digitale culturale: l'assemblea Generale di Confindustria Romagna

Si è tenuta mercoledì 14 giugno, all’hotel Palace di Milano Marittima, l’assemblea annuale di Confindustria Romagna“4.0 Rivoluzione DigitaleCulturale” che ha visto la partecipazione del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, del Sindaco e Presidente della Provincia di Ravenna Michele De Pascale, del Sindaco e Presidente della Provincia di Rimini Andrea Gnassi, del Sindaco di Cervia Luca Coffari e del Prof. Marco Taischdel Politecnico di Milano.
A quasi 9 mesi dalla fusione fra le territoriali di Ravenna e Rimini, Confindustria Romagna è sempre più realtà concreta: vive, opera, tutti i giorni rappresentando i suoi oltre 800 associati, dando loro assistenza e servizi per competere in un mercato sempre più selettivo.
“Si può davvero dire che il sogno è diventato realtà – ha commentato in apertura di Assemblea il Presidente di Confindustria Romagna Paolo Maggioli – Confindustria Romagna è la risposta ai tempi che cambiano ed è il frutto del grande impegno che ci ha unito. Dal 26 ottobre scorso abbiamo fatto molta strada su un modello organizzativo realmente integrato. Per questo, nel tendere pubblicamente ancora una volta la mano ai colleghi e amici di Forlì Cesena li invito, a non sottovalutare ciò che il percorso fatto da Rimini e Ravenna significa e ciò che quotidianamente stiamo realizzando nel nostro territorio”.

 Molti i temi affrontati in assemblea.

“4.0 RIVOLUZIONE DIGITALE CULTURALE”.

L’assemblea ha voluto creare un’occasione di confrontoin una prospettiva non così consueta sul tema d’attualitàIndustria 4.0.Grazie al piano varato dal Governo per favorire e sostenere la trasformazione digitale delle imprese sono molte le iniziative che fioriscono. Ma la rivoluzione che stiamo vivendo, profonda e veloce, non è solo tecnologica, implica un forte cambiamento di tipo culturale. Un cambiamento in cui globalizzazione e innovazione tecnologica, fino ad oggi preponderanti,sembrano ora fare paura. Un recente studio McKinsey Global Institute valuta che nel giro di vent’anni la metà dei lavori svolti da umani potrebbe essere svolta da automi, ma allo stesso tempo che gli umani saranno fortunatamente sempre indispensabili. Sarà necessario un alto grado di cooperazione tra lavoratori e tecnologia.

Siamo alla vigilia di una trasformazione epocale della nostra società e del concetto stesso di lavoro per come lo abbiamo sino ad adesso inteso. Una tale trasformazione deve essere realmente compresa e sostenuta dalla classe dirigente del Paese perché un cambiamento di questo genere può essere sostenuto solo con un nuovo modo di concepire e vivere la politica. Dopo anni di delegittimazione, dopo anni di propaganda contro la “casta”, che non ha delegittimato solo i politici corrotti o incapaci ma la politica nella sua complessità, è ora che ci riappropriamo della consapevolezza che la enormità delle sfide che ci attendono presuppone una classe dirigente e politica all’altezza della situazione. 
E che quindi non dobbiamo cadere nelle generalizzazioni che tutto semplificano e confondono ma che dobbiamo guardare la realtà attraverso un filtro che gli imprenditori conoscono bene:il MERITO.

RESPONSABILITÀ SOCIALE E VALORE D’IMPRESA 
L’Assemblea si svolge nell’ambito del 3° Festival dell’Industria e dei Valori d’Impresa: una iniziativa, ormai a tutti gli effetti romagnola, finalizzata a promuovere verso l’opinione pubblica il valore sociale del fare impresa attraverso un concetto semplice: far entrare le persone nelle nostre aziende, fargliele conoscere direttamente in modo che possano rendersi conto in prima persona di che cosa significa fare impresa di questi tempi.  
Confindustria Romagna prova a farlo attraverso il Festival, e i buoni risultati conseguiti inducono a proseguire su questa strada.

SISTEMA ROMAGNAE TERRITORIO 
La Romagna deve credere fortemente nella sua identità e si deve proporre unita anche per poter far valere nel rapporto con la Regione Emilia Romagna le proprie peculiarità e contribuire in maniera significativa a fare della nostra regione una forza trainante del Sistema Paese.
Per farlo il territorio deve avere un sistema del credito solido, infrastrutture adeguate ed essere attrattivo.

Credito
Anche in area romagnola, in particolare a Rimini e Forlì-Cesena, è noto che questo mondo continua a trovarsi in una situazione difficile. Banca Carim rappresenta un punto di riferimento per le imprese, per i cittadini, per le famiglie e per lo sviluppo dell'economia di tutto il territorio.Confindustria Romagna aveva accolto positivamente il piano industriale dello scorso anno indirizzato alla crescita e la nuova impronta manageriale data e in caso ci fosse stato un eventuale aumento di capitale, l’Associazione sarebbe stata pronta a partecipare.
Probabilmente è venuta meno definitivamente la possibilità di un unico e forte Istituto Romagnolo, ma anche i grandi istituti nazionali e internazionali possono aiutare a valorizzare e mantenere dinamico il tessuto economico della nostra area.Fra le possibilità emerse quella con più opportunità per un piano industriale di rilancio, sembra essere quella dell’acquisizione di un grande gruppo come Crédit Agricole Cariparma S.p.A. Occorrono risposte in tempi brevi nel rispetto delle garanzie di aziende, soci, correntisti, dipendenti e che non facciano perdere il grande valore sociale e culturale svolto dalla Fondazione Carim.
Ma la forza del sistema produttivo passa anche dalla sua capacità di sviluppare alternative al credito bancario. L’auspicio è che aumenti ad esempio il numero delle imprese romagnole quotate in Borsa, di quelle che guardano con interesse al private equity e che partecipano al Progetto Elite.

Infrastrutture 
La partecipazione e il sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale al Festival dell’Industria è il segnale tangibile della rinnovata collaborazione tra Confindustria Romagna ed un Ente di importanza fondamentale per l’economia del nostro territorio. Di fronte alla complessità della burocrazia italiana è necessario mettere in campo un’azione di forti sinergie per dare rapida soluzione alle questioni che ormai da troppo tempo caratterizzano questo asset.

Italian Exhibition Group si conferma infrastruttura portante. L'unione con la fiera di Vicenza porta il nostro territorio a essere, in campo espositivo, leader in Italia e fortemente competitivo in Europa. IEG è seconda in Italia per fatturato e prima per redditività e manifestazioni con eventi di riferimento a livello mondiale. Molto apprezzabile è in questo quadro l’impegno per la sua internazionalizzazione, con l’obiettivo di divenire un organizzatore di fiere sempre più forte in altri Paesi, a cominciare dalla Cina.Una posizione che sarà consolidata dal piano per la quotazione in borsa. La speranza è che da parte della Regione si tenga conto della dimensione aziendale ormai raggiunta e della buona gestione fatta in questi anni da Fiera Rimini, uscendo da criteri meramente campanilistici nelle scelte che in questo settore dovranno essere fatte. 

Sul temaaeroportisconcerta che siano ripartite le sirene propagandistiche su quello di Forlì. La convinzione è che l’aeroporto di Bologna e quello di Rimini siano sufficienti e che si debba lavorare per la loro integrazione. 
Rimane piena la fiducia nell'operato di AiRiminum.I segnali incoraggianti non mancano e vengono dal bilancio in positivo. In una fase come questa però, in un’ottica di sistema e del fare squadra, sarebbe bene evitare scontri e polemiche.Lo scalo riminese ha tutte le potenzialità per crescere, ma occorre ragionare in un’idea di area vasta, comprendendo l’attività dell’aeroporto in un’idea di turismo a 360 gradi e di co-marketing.
Sul traffico aereo, l’auspicio che nonostante l’interruzione dei collegamenti con la Germania, rimanga fra le scelte strategiche quella di puntare con decisione alla crescita dei flussi verso il Nord Europa.

 Le Amministrazioni Locali

Il giudizio sul lavoro dell’Amministrazione Comunale di Rimini è positivo: si apprezza il metodo che ha già portato dei risultati concreti e sicuramente altri ne seguiranno.

Gli imprenditori ravennati attendono ancora un cambio di passo tanto necessario quanto non più rinviabile:ne sono quasi un simbolo i dati di Ravenna sul turismo: in un quadro di crescita generale delle presenze nel nostro Paese, favorite anche dalla delicatezza del contesto internazionale, spiccano non in positivo le performance di una città che ha tutto per fare meglio. Le recenti vicende sui disservizi ai visitatori di un patrimonio culturale inestimabile, con biglietterie improvvisate e bookshop in emergenza, si commentano da sole: cose così non devono accadere.

Il Sistema Confindustria Romagna